19 dicembre 1942 Esondazione del Fosso di Centocelle

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19 dicembre 1942 Esondazione del Fosso di Centocelle


L’inverno del 1942 fu molto freddo, un gelo siberiano proveniente dai balcani fronteggiava la depressione di Islanda offrendo ad una perturbazione atlantica nel mediterraneo di concentrarsi proprio su Roma.


Il 19 dicembre piogge violente ed insistenti fecero esondare il Fosso di Centocelle allagando la valle, l’attuale viale Palmiro Togliatti, e trasformando il fosso, che a quel tempo era ancora ‘a cielo aperto’, in un vero e proprio torrente in piena.


Solo dalle carte e dalle foto conservate dai Vigili Del Fuoco abbiamo notizia di questo evento che non fu certo di poco conto.
L’alluvione recò danni ai quattro isolati – n. 185-199 – di via delle Ciliegie, note come le Casette per le famiglie numerose, che venivano assegnate proprio quell’anno. La consegna venne ritardata proprio a causa dell’alluvione.
Nella giornata furono impiegati 16 ufficiali, 830 vigili, 62 macchine, 24 tra canotti pneumatici e barconi.

Vengono salvate 704 persone tra Via degli Olivi, Via delle Palme, Via dei Gelsi, Via dei Pioppi, Asilo Cecconi, Via delle Acacie, Via dei Gerani, Via dei Ciliegi, Via Ceprano.

Come dicevamo è difficile, praticamente impossibile, trovare traccia di questo evento sui giornali dell’epoca. L’Italia è in guerra da due anni e sono due anni che cadono le bombe sulle città italiane. Le cose non stanno andando affatto bene. Mussolini e i suoi sono sempre più impegnati a dare un’immagine positiva di un’Italia che avanza gloriosa verso la vittoria mentre in realtà si avanzava sempre più verso una triste strada senza ritorno. Centinaia e centinaia le veline che uscivano dall’ufficio del duce, veline che erano disposizioni precise su quello che i giornali e radio dovevano dire e non dire e che dovevano sostanziare questa immagine di una Italia gloriosa sempre vincente. Giusto il tempo di far passare il Natale e mentre il Messaggero parla di un aumento del livello delle acque del Tevere, un’ennesima velina del 14 gennaio del 1943 recita: “Si ricorda la disposizione, impartita il giorno 27 novembre ultimo scorso 1942 (u.s.), di non dare in ogni caso e per nessun motivo notizie di piene che avessero eventualmente a verificarsi nei maggiori corsi d’acqua” (*)
Come dire, accada quel che accada l’importante è non dirlo.

() Da un documento conservato e disponibile presso il Museo Storico dei Vigili del Fuoco di via Marmorata 15. (*) Tratto da ‘Le veline di Mussolini’ a cura di Giancarlo Ottaviani – Stampa Alternativa 2008.

A cura del Gruppo di Ricerca Storica del Quartiere Alessandrino

Si ringrazia Alessandro Fiorillo del corpo dei Vigili del Fuoco per il materiale